Fotografare i paesaggi PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Iacarelli   
Martedì 11 Gennaio 2011 00:21

 

Prima di iniziare questo nuovo articolo vorrei fare una piccola premessa: quando intendiamo fotografare qualcosa o qualcuno, in generale, studiamoci e osserviamo le foto dei grandi maestri.

Cerchiamo di capire come abbiano raggiunto il risultato finale, come abbiano ragionato, a cosa hanno dato maggior peso in una foto, come l’hanno realizzata, insomma, andate a vedervi i loro libri (considerateli la vostra Bibbia fotografica!), cercateli su internet, riproducete anche la medesima foto, nello stesso luogo magari, ma fatela comunque vostra apportandogli delle modifiche (esposizione, taglio, inquadratura), personalizzatela fino a raggiungere la foto che avete in mente. Anche se risulterà uguale a quella del grande fotografo, non sarà mai la stessa.

Specialmente nei paesaggi è molto facile "copiare" le foto, che, magari, avete già visto in una cartolina. Il motivo? È presto spiegato: perchè il punto di osservazione è fisso e quindi… non avrete altra scelta che farla da quel punto! E allora fatela, ma metteteci del vostro.

Nel paesaggio le "regolette" da seguire sono sempre le stesse. La più importante, a mio avviso, resta sempre la regola dei terzi. Il sensore impostato con ISO più bassi possibili (o pellicola 50-100 ISO), affinché i colori a basse sensibilità risultino più saturi e vivi. Nel caso in cui abbiate una digitale, potrete portare il sensore a 200 – 100 ISO, dominante rossa per Canon, gialla per la Nikon, e per qualsiasi problema possa sorgere, in post produzione con Photoshop s’aggiusta tutto!

Nel caso fotografiate ancora in "analogico", pellicole Velvia (pellicole della Fuji con sensibilità nominale a 50 ISO), Kodacrome 64 (ormai però fuori produzione), o più facilmente reperibile sul mercato pellicole da 100 ISO. Le prime due che ho citato sono in formato diapositiva, che proiettate restituiscono dei colori bellissimi, brillanti e saturi. Se intendete fotografare paesaggi primaverili, o luoghi in cui la presenza del verde è dominante, potreste utilizzare una pellicola da 100 ISO (ci sono anche diapositive), personalmente consiglierei la Fujifilm in quanto progettata per restituire in maniera impeccabile ciò che si vuole immortalare nella foto. Se andrete a far tramonti o deserti, allora è da preferire la Kodak, in quanto ha una dominante e una restituzione del rosso e delle sue sfumature migliore. Poi, naturalmente, "de gustibus…".

Nel fotografare i paesaggi non vi serviranno obiettivi speciali, personalmente, faccio paesaggi col 18mm e col 200mm. Varie ed eventuali dipenderanno, ovviamente, da cosa vorrete inserire nel fotogramma e dal punto di interesse che ha catturato la vostra attenzione. Due esempi nelle foto sottostanti: la Val D’Orcia in mezzo alla nebbia, fatta con un grandangolo (a sinistra) e un dettaglio, sempre delle colline Senesi, fatta con un teleobiettivo (a destra).

 

      

 

Il risultato, come vedete, è diverso, anche se abbiamo fotografato dei paesaggi.

 

Potreste aver bisogno di un sostegno come un buon cavalletto. Qualcuno potrebbe sorridere, pensando ad una compattina su di un cavalletto… Ma, vi garantisco che non c’è niente da ridere!

Il cavalletto, oltre ad evitare il mosso, ci lascia pensare e costruire l’immagine, cercando nel display LCD della compatta o nel mirino della reflex, la giusta composizione.

Se nel paesaggio c’è incluso l’orizzonte facciamo in modo che non venga storto! Una "dritta" che potrebbe esserci d’aiuto in questi casi è una piccola livella da mettere sulla macchina fotografica. Molti apparecchi hanno un software che riproduce una livella a bolla sul display in maniera da ottenere lo stesso risultato di una livella "fisica". Altre fotocamere invece, hanno una funzione, sempre via software, riproducente un reticolo all’interno del mirino o sul display che ricalca il reticolo della regola dei terzi. Anche con questo sistema possiamo allineare una delle righe all’orizzonte e mettere così la macchina fotografica in bolla.

Una fotografia, in generale, andrebbe fatta sempre, con qualsiasi condizione atmosferica, perciò non facciamo paesaggi solo quando c’è il sole perchè possiamo farne di bellissimi anche con la pioggia, la neve, la nebbia. Basta avere dei piccoli accorgimenti quali un ombrello o magari una busta di plastica con un foro per l’obiettivo, per creare un "riparo di fortuna" che protegga la macchina fotografica. Se vogliamo includere neve o pioggia nella foto, proprio mentre sta piovendo o nevicando, possiamo regolare il tempo di esposizione lento in maniera che le gocce o i fiocchi di neve siano registrati sul sensore come delle linee più o meno lunghe a seconda del tempo impostato.

Se il cielo preannuncia pioggia con l’accumularsi di nubi, per esempio, avrete più possibilità magari di enfatizzarlo relegando ad esso gran parte del fotogramma:

 

 

Con qualsiasi condizione meteorologica avrete il vostro paesaggio che potrà trasmettere, a chi lo guarda, le medesime sensazioni provate da voi nel fotografarlo. Ripeto: potrete usare l’obiettivo a voi congeniale in quel momento sia per raccontare la bellezza del posto che, semplicemente, per catturarne l’essenza. L’essenziale è fare molti scatti, così da poter ritrovare, in uno di essi, quel "qualcosa" che vi ha rapito e fatto fermare in quel luogo e non altrove.

 

Francesco Iacarelli

 

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