La Composizione PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Iacarelli   
Martedì 04 Gennaio 2011 00:54

Una foto per esser giudicata bella, singolare, piacevole, oltre ad avere una buona leggibilità (quindi buona esposizione, tridimensionalità, bei colori, o bianco e nero), deve essere interessante e questo si ottiene con una buona composizione. La composizione, infatti, è il saper inquadrare il soggetto, la scena che vogliamo riprendere, in maniera da poter esprimere, con l’immagine, ciò che vogliamo dire.

Il cosiddetto "taglio fotografico", purtroppo, non ce lo fornisce, come comando, nessuna macchina fotografica! E’ una "mancanza" a cui dobbiamo sopperire noi, anzi, per meglio dire, i nostri occhi, che dovranno vedere anticipatamente la scena da ritrarre.

Questo distingue, di solito, un buon fotografo (osservatore) con il "fotografo della Domenica".

Per i grandi fotografi, la composizione è una cosa innata, gli altri dovranno imparare e seguire alcuni principi basilari e magari…

Le regolette a cui accennavo prima sono "suggerimenti" che facilitano l’osservatore a leggere la l’immagine prescelta e a trarne un godimento, un piacere nell’osservarla, senza aggrovigliarsi il cervello per capire da quale lato sia preferibile guardarla.

Come ho già avuto occasione di dire, le regole sono fatte per essere infrante… ma, mi raccomando, state sempre attenti al risultato finale.

 

 

La regola dei terzi

Il primo "suggerimento" che vado a snocciolare è la famosa regola dei terzi.

 

 

 

 

 

Essa consiste nella suddivisione del fotogramma in 9 rettangoli, creati dalla intersecazione di 4 linee.

Il soggetto decentrato, assume più dinamicità, rispetto ad un soggetto centrato, più statico.

Normalmente si pone il soggetto nel punto in cui le linee si incrociano, o intorno ad esso come nei due esempi di sopra.

Nel caso, invece, abbiate scelto come soggetto un cielo particolarmente bello e vorreste che sia il punto di interesse principale, non dovrete far altro che alzare la macchina fotografica e far coincidere idealmente la linea dell’orizzonte con la linea bassa del fotogramma, viceversa, se vorrete enfatizzare un punto più vicino a voi, in terra, potrete mettere la linea dell’orizzonte coincidente con la linea superiore del fotogramma.

Il discorso fin qui fatto vale anche per il taglio verticale.

 

 

 

 

Da ricordare che nelle culture occidentali, siamo abituati a leggere da sinistra verso destra e anche per la foto vale la stessa regola. Se potete, mettete il soggetto principale sulla sinistra, ma, comunque, nessuno può vietarvi di andare controcorrente (come negli esempi sopra).

 

 

Le cornici

Incorniciare una foto equivale a circondare parzialmente o totalmente il soggetto con qualsiasi cosa lo faccia risaltare. Esempi banali: le mani o i capelli lunghi che cingono il viso, un monumento visto attraverso i cespugli, insomma qualsiasi cosa che sia attinente col soggetto.

Potreste fotografare anche un soggetto con una cornice apparentemente sballata, l’importante è che da questa inusuale commistione derivi un messaggio forte. Un esempio assai attuale può essere, quello, prendendo spunto dalle notizie di degrado che ci arrivano quotidianamente dai media, di fotografare Piazza del Plebiscito a Napoli, "attraverso" i cumuli di immondizia depositati per strada. Il soggetto e la cornice scelta servono, nel caso specifico, a mettere in contrapposizione la bellezza della piazza e la bruttezza della situazione contingente.

Inoltre le cornici possono essere sfocate o nitide, questo dipende dall’obiettivo e dal diaframma usati.

 

 

Le linee guida

Le linee guida, portano lo sguardo nel punto di interesse della fotografia, e non devono necessariamente essere delle rette. Possono essere strade, fili, un filare di alberi, un fiume, un gruppo di nuvole, delle luci, la cosa importante e che l’occhio dell’osservatore venga guidato fin dentro l’immagine.

Altri suggerimenti alla composizione di una bella foto possono essere il trovare un punto di interesse, un soggetto principale che spicchi all’interno della foto o perché no? Il riempire il fotogramma con un bel ritratto, dando magari un messaggio chiaro, attraverso la foto, che arrivi inequivocabile.

Dopo aver appreso questi accorgimenti di base, potrete anche stravolgerli, andando a sperimentare scatti che non li seguano per niente, ma attenzione sempre e comunque nel valutarli con criterio in modo da tenere il migliore e scartare tutti gli altri.

Le macchine fotografiche attualmente sul mercato, permettono (grazie ai punti di messa a fuoco "sparsi" nel mirino, siano esse reflex o compatte) di inquadrare il soggetto senza spostarvi minimamente dalla posizione in cui avete inquadrato la scena (per esempio il viso di una persona). Se avete a che fare con una macchina fotografica "obsoleta" come la mia (ha "ben" 5 punti di messa a fuoco!) ma avete il magico pulsante di blocco della messa a fuoco e dell’esposizione, non disperate: inquadrate, premete il magico pulsante, spostate l’inquadratura per ricomporre la scena e scattate. Il soggetto verrà decentrato ma correttamente nitido ed esposto.

La tecnologia ha fatto passi da gigante con le "digitali".

Il famoso "face detection" che tutti conoscerete, (il quadratino verde che se ne va in giro sul display della compatta o di alcune reflex in cerca di un volto, lo trova, lo mette a fuoco e scatta!) rende più facile la vita al fotografo…pigro!

Purtroppo la ricerca della composizione migliore fatta da noi, spostandoci continuamente con la macchina fotografica, per molti è diventata fatica e non divertimento. La maggioranza degli utenti lascia fare la foto alla macchina.

La tecnologia ci aiuta moltissimo, però ciò è bene ma fino ad un certo punto… fortunatamente il resto della foto la facciamo noi, in gergo si dice: "è una questione di manico"!

 

Francesco Iacarelli

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