Il castello della signora incatenata PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Marzo 2009 00:14

IL CASTELLO DELLA SIGNORA INCATENATA (VICALVI)


Di storie di fantasmi, ne abbiamo sentite tante. Generalmente riguardano oscure dimore situate tra le nebbiose colline della Gran Bretagna, ma il nostro paese non è da meno in fatto di apparizioni.Numerose sono in Italia le leggende e le testimonianze di spettri che infestano antichi ruderi o dimore abbandonate. Una di queste riguarda il castello longobardo di Vicalvi, eretto intorno al XII secolo...

 

Il castello di Vicalvi (FR)

Arroccato su un colle a poco meno di 600 metri di altitudine, esso si erge sull’omonimo borgo come una madre sul figlio indifeso, proiettando la propria ombra sulla Val di Comino, che ha protetto, durante il suo burrascoso passato, da numerose invasioni. Nel XV secolo, durante il dominio aragonese a Napoli, nel castello risiedeva Alejandra Maddaloni, moglie di un nobile di origine spagnola che, impegnato nella guerra contro gli angioini, era spesso assente da casa. La castellana, per colmare il vuoto della solitudine, iniziò a consolarsi adescando uomini giovani e aitanti con la promessa di una notte d’amore. Le vittime designate cadevano nella sua tela, inconsapevoli della voracità del ragno e il giorno seguente, di loro non restava traccia. Alejandra aveva ai suoi ordini uno sgherro che eliminava per lei ogni traccia del tradimento perpetrato ai danni del marito, uccidendo sistematicamente i suoi amanti e abbandonando i loro corpi lontano dalla fortezza.Tuttavia le voci su di lei cominciarono a girare ed alcuni cadaveri vennero ritrovati orrendamente straziati nonostante le precauzioni del suo servo. Il marito, uomo retto e giusto, non poté fare a meno di ascoltare quelle dicerie e spinto dal desiderio di giustizia, diede inizio a un’indagine che rivelò ben presto la verità sulle azioni spregevoli della sua consorte.Sopraffatto da un immenso dolore, la fece rinchiudere in una delle torri, dove venne incatenata e poi murata viva. Forse però, uccidendone il corpo, aveva legato per sempre il suo spirito alla fortezza.Nel corso dei secoli si sono succedute numerose testimonianze circa l’esistenza  di una figura spettrale, dai capelli lunghi e neri, preceduta da uno sferragliare di catene, avvistata nei dintorni delle mura. É una donna di una bellezza indescrivibile, che attira a sé i giovani forestieri donando loro una notte di passione e una morte prematura.  In effetti, gli incidenti definiti “strani” dalle autorità, non sono pochi; diversi giovani, nel corso del tempo, hanno perso la vita precipitando dalle torri o dalle mura di cinta.  Le voci degli abitanti del borgo circostante hanno sempre incolpato la “Signora incatenata” ma le ipotesi di suicidio hanno attecchito più facilmente rispetto a quelle di uno spirito vendicativo.Il castello venne abbandonato in seguito al terremoto del 1654 e non fu mai più ricostruito. Durante la seconda guerra mondiale venne occupato dai Tedeschi, che ne fecero un campo ospedaliero e dipinsero sulla facciata sud-orientale una enorme croce rossa che giganteggia ancora oggi.

 

L'enorme croce rossa dipinta dai soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale

Da allora i ruderi incombono ancora sulla valle e sono meta dei visitatori che arrivano attratti dalla sua storia gloriosa e dalle voci sulla “Signora incatenata”. Arrivare a Vicalvi è piuttosto semplice: basta percorrere la A1 (autostrada Roma-Napoli) e uscire a Frosinone, proseguire verso Sora  per qualche chilometro (senza tuttavia arrivarci), quindi girare per Carnello e continuare prima verso Broccostella e poi verso Vicalvi.  Una volta giunti in paese, il castello è ben visibile dalla strada e quando finalmente si arriva in prossimità delle rovine, basta una prima occhiata per capire che non si resterà delusi. Dall’esterno, le mura del castello appaiono imponenti, scalfite appena dai suoi secoli di storia. Nell’attraversare l’arco che dà accesso alla corte interna, ci si ritrova in un luogo che sembra uscito direttamente dalle pagine di J.R. Tolkien: ampie scalinate, che ancora resistono al tempo, salgono fino al camminamento che costeggia la merlatura del muro di cinta, collegando le varie torri. Sotto, un’apertura conduce dentro un’enorme camera immersa nell’oscurità e molti altri sono gli anfratti nascosti in cui ci si può nascondere. Il luogo racchiude in sé qualcosa di magico e inquietante al tempo stesso. Tuttavia, fino a qualche anno fa, questo non sembra scoraggiare i giovani innamorati che si recavano nottetempo tra le rovine, per trascorrere una notte di passione.Probabilmente, l’idea che la “signora incatenata” potesse apparire dal nulla, seducendo i giovani amanti o più sinistramente prendendo possesso del corpo delle fanciulle per godere di quell’eccitazione al loro posto, non spaventava più nessuno; anzi, rappresentava forse un incentivo a rischiare, a spingersi oltre i propri limiti, mescolando la paura alla passione in una miscela adrenalinica esplosiva. Purtroppo, oggi il castello di Vicalvi è chiuso al pubblico; per visitarlo occorre richiedere un’autorizzazione agli uffici comunali, che organizzano visite guidate. Forse è questo il motivo per cui non si sono più verificati “strani incidenti”. Viene da chiedersi se lo spirito di Alejandra si sia infine sopito, privato del suo “gioco” preferito, o se la “signora incatenata” attenda ancora nell’ombra per cogliere di sorpresa qualche incauto e solitario visitatore, così da poter di nuovo soddisfare le sue brame di amante inappagata.


DANIELE PICCIUTI


 

Commenti

avatar paolo
0
 
 
Ho visitato il castello tanto bello quanto pericolante
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