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Dragonland - La Terra dei Draghi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 31 Marzo 2010 00:00

DRAGONLAND – LA TERRA DEI DRAGHI: RECENSIONE

Delos Books è una casa editrice di media statura, ma con le idee chiare. Già da diverso tempo ha iniziato a dar respiro a giovani autori emergenti, pubblicando brevi romanzi fantasy nella collana Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri; ora, nella collana Odissea Fantasy, troviamo un titolo che a tutti gli appassionati del fantasy farà venire l'acquolina in bocca: Dragonland – La Terra dei Draghi.
Si tratta di un'antologia di racconti, curata da Franco Forte (autore del recente La compagnia della morte, edito da Mondadori), che racchiude nove storie il cui perno focale sono, appunto, i draghi.
Vediamoli uno per uno.

Il sortilegio del drago (di Irene Vanni)
È, tra tutti, il racconto più lungo, che apre l'antologia nel migliore dei modi. La scrittura è fluida e coinvolgente, e già dalle prime pagine siamo catturati dalle vicende dei due fratelli Kaba e Ormin, tra loro molto diversi ma entrambi ben determinati a trovare il modo per cacciare dal territorio il drago che infesta il loro villaggio, seminando morte e distruzione. Peccato che in quella faccenda vi sia lo zampino di una strega.

Estratto:
Quella! Era quella l'entrata della tana. Era quello che aveva appena scalato, il menhir che li avrebbe condotti alla salvezza. Ormai la bestia non avrebbe più potuto scorgerlo.
Se ne stava lì, immensa e orribile, con i suoi artigli e le sue squame verdi. Repellenti, le sue ali membranose e le narici dilatate, mentre, nel sonno, andava pian piano rilassandosi. Si era gettata su un fianco, esausta, in seguito alle razzie della giornata.
In un solo istante, Tived vide davanti a sé tutti i dolori che il drago aveva portato ai suoi cari e, col cuore in gola, compì il salto a cui si era preparato da tempo.

Il vulcano (di Maria Michela Di Lieto)
La sensazione è che questo racconto – per semplicità di contenuti (attenzione: non banalità) - sia diretto a un target di lettori più giovane. Nulla di male in realtà, poiché la storia si legge tutta d'un fiato, proiettandoci sulle ali del drago Felas e del suo cavaliere Zhoi, alle prese con un equipaggio di Pirati che è alla disperata ricerca di un tesoro. C'è solo un particolare: i preziosi sono nascosti nelle viscere di un vulcano sul punto di eruttare.

Estratto:
Non appena furono fuori, il ragazzo si voltò verso riva. Le onde battevano ritmicamente contro la spiaggia e la scogliera, trascinando nel loro movimento anche la nave che vi era ancorata. Il cielo aveva assunto il colore del piombo fuso e nuvole scure si addensavano sopra le loro teste. A largo, la situazione sembrava ancora tranquilla. Il vascello era ampio e solido e, se le condizioni del mare non fossero peggiorate, avevano buone speranze di riuscire a lasciare l'isola senza danni.
Felas spiccò un balzo, distendendo le ali e alzandosi in volo.


Gli angeli di Folkmar (di Sergio Donato)
Forse il racconto migliore del libro, a livello di intensità di contenuti e stile. Si resta avvinghiati alla lettura dalla prima all'ultima pagina, travolti da una crudezza di eventi che non può non colpire l'attenzione. Le immagini scaturiscono vivide da ogni riga e la profondità spirituale di Nunaki, giovane aspirante “angelo” capace di rinnegare ciò a cui è destinato in nome del proprio senso di giustizia, arriva dritta al cuore. Qualcosa, alla fine, rimane dentro.

Estratto:
Lo vide piegare le ali sopra il costato. Non erano membrane invisibili, ma somigliavano a vele di pelle nera con scaglie sottili al posto delle piume. Il suo corpo, di un viola scuro, era coperto di squame. Sotto di esse guizzavano muscoli dissimili per forma e posizione da quelli degli uomini. I quattro arti erano identici tra loro: metà zampa e metà braccio. Terminavano con quattro dita palmate senza unghie. Sul collo, in equilibrio perfetto, sostava la testa. Sotto il lungo becco nero ricurvo pendevano bargigli viola. Il becco saliva fino alla fronte e si allungava in un'escrescenza ossea appuntita. Tra di essi, nell'esatto centro di quel cranio deforme, due occhi neri e tondi stavano guardando Nunaki.

Senzali (di Barbara Gisolo)
Il lettore viene calato in una civiltà alla deriva, stretta nella morsa di una guerra che non lascia scampo.  Un manipolo di draghi corrotti, pur di salvare i propri spiriti, ottiene con la forza l'aiuto di Domnaigh, draghessa rinchiusa e torturata in nome di una giustizia che non le appartiene; che non appartiene a nessuno, se non al destino, che lei, in ultimo, farà in modo si compia. Il lento sfacelo di una società marcia fino al midollo, destinata a una fine ineluttabile, pennellato a tinte aspre e cupe.

Estratto:
Domnaigh si voltò furiosa verso Haoine. Era stata lei a toglierle le uova, tutte, fin dalla prima, quando le aveva deposte nel nido comune. Sulle spalle dell'amica lei aveva pianto la propria condanna alla sterilità. Mentre Haoine le spiegava quanto ciò fosse normale per chi nasceva con il sangue contaminato dalla magia.
Le zampe si mossero da sole verso il volto di chi l'aveva tradita non una, ma ben tre volte, e Domnaigh quasi non si accorse del ringhio che le emergeva dallo stomaco.


Profezia di un crepuscolo (di Umberto Maggesi)
Un racconto che ha un certo spessore, un'ambientazione ben costruita che cala il lettore in una realtà complessa ma ottimamente resa. Le antiche tradizioni dei draghi vogliono che le guerre siano decise da singoli combattimenti tra campioni in rappresentanza dei rispettivi schieramenti. Quando però la parte sconfitta non vuole sottostare a un'usanza che giudica retrograda, le sorti dell'intero popolo dei draghi vengono messe a repentaglio. Soltanto Aktaniel, giovane Custode dei Rituali e delle Consuetudini, potrà fermare in tempo l'apocalisse imminente.

Estratto:
Tiefahel ansimava. Le scaglie verde smeraldo sussultavano. Le ali si agitavano scomposte per mantenere la quota.
Aspettava. Gli occhi fissi all'avvicinarsi dell'avversario.
Gli artigli aperti, pronti a ricevere.
Con un ultimo colpo d'ali Nhemcak si allungò puntando il ventre già ferito. Il viola dello sguardo brillava di una luce selvaggia. La distanza ingoiò se stessa, riducendosi in pochi battiti di palpebre.
Il drago verde rimaneva immobile in quota. La tensione avvinghiava gli spettatori, inchiodati in un silenzioso pathos. Il muso del drago bruno arrivò a meno di un sospiro dal ventre.


I fiori di cristallo (di Stefano Andrea Noventa)
Su un'isola sperduta nell'oceano i draghi vivono sereni, liberi dal giogo dell'intelletto. Essi sono poco più che animali, incapaci di comporre ragionamenti complessi che vadano al di là del mero istinto. Tuttavia, quando Kharn vede approdare sulla costa un'imbarcazione con a bordo un uomo, qualcosa in lui cambia. Ma dietro l'arrivo di quell'essere umano non c'è il caso. Egli è li per un motivo e ciò che il drago scoprirà, cambierà per sempre il destino suo e dei suoi simili. Una progressiva presa di coscienza resa in modo credibile e coinvolgente da un autore che sa esprimersi con uno stile che ha la sua efficacia.

Estratto:
Poi accadde qualcosa che non avrei mai creduto possibile. Fu come il vento strappato dai monti, il mare infranto dalla roccia, l'aria scossa dalle possenti ali di un padre, sventrata dal fragore del tuono che romba nell'immensità degli spazi celesti. Qualcosa dentro di me si ruppe, andò in frantumi come un cristallo di ghiaccio che cade a terra, come un uovo che si sbreccia e dal quale arranca a stento una nuova vita. Gli odori divennero più intensi, carichi di sensazioni, densi di storie che non conoscevo. I  sapori si fecero tanto insistenti da farmi apprezzare il gusto stesso dell'aria e della salsedine, scagliata nei venti dai forti marosi che martoriavano la scogliera.

Mira (di Fabio Oceano)

L'autore ci presenta con maestria un mondo diviso. Da una parte i draghi, che usano gli uomini come schiavi; oltre il confine gli uomini, che non temono i draghi e, anzi, li cacciano per ucciderli o renderli a loro volta schiavi.
Un mondo all'oscuro dell'altro. Fino a quando la giovane Mira vola oltre quel confine, decisa a scoprire la verità sulle proprie origini. Un impianto narrativo basato sull'arroganza di un popolo che non ispira molta simpatia ma che, con lo sfogliar delle pagine, si riesce a percepire con sempre maggior chiarezza attraverso l'ottica della protagonista.

Estratto:
Qualcosa mi pizzica le narici e sono subito sul chi vive: per un attimo la mia mente è presa dal panico totale. A fatica riprendo il controllo di me stessa. L'odore di umano adesso è forte: è quello che ha stimolato le mie narici, accendendo un fuoco di ricordi e sensazioni nella parte più recondita della mia mente.
Mentre sto ancora cercando di dare un senso a tutto questo, un'ombra scivola furtiva alla mia sinistra. La seguo con lo sguardo finché, giunta sotto il cono di luce proiettato da una pietra luminosa, riconosco la figura di un umano.


Il medaglione e la spada (di Marcella Pasquali)
Un racconto semplice, giocato su un reciproco richiamo spirituale che vede protagonisti un drago e una principessa. Sh'eeba e Gwyn sono attratti l'una dall'altro, pur separati da grandi distanze. Non sanno dell'altrui esistenza e tuttavia avvertono che qualcosa di importante sta per accadere loro, complici anche i propri sogni. Una storia che si lascia leggere, anche questa destinata – almeno tale è al primo impatto - a un pubblico leggermente più giovane.

Estratto:
Solo ora capiva che essere liberi non significava semplicemente avere la possibilità di fare ciò che si vuole quando lo si vuole, ma che era una condizione della mente e dello spirito che andava conquistata lottando contro tutto e tutti, specialmente contro se stessi. Aveva capito che l'importante non era arrivare in cima, ma come ci si arrivava: se l'avessero rimandata a casa ora, sarebbe stata sempre libera, perché il suo spirito era libero.

La ballata del drago saggio e della principessa nervosa (di Laura Schirru)
Ecco la ciliegina sulla torta. Un racconto che fa dell'ironia la sua carta vincente. Immaginatevi un drago annoiato, che deve tirare a campare coi proventi derivanti dalla guardia a torri altissime in cui vengono racchiuse lacrimevoli principesse. Immaginate che un bel giorno gli tocchi sorvegliare una principessa testarda e scontrosa, insopportabile. Considerate l'etica professionale del drago – il cui nome è Serkol – cozzare col desiderio di lasciarla portar via dal paladino di turno. Ma Serkol è un professionista. Un'abile prova per un'autrice di indubbio talento.

Estratto:
Si chiese se quella sarebbe stata una faccenda di tutto riposo o una seccatura come l'ultima volta: c'era voluto un mese perché il suo stomaco amalgamasse in una palla tutto il ferro delle armature e delle lance, e rigurgitarlo era stata una vera agonia. I cavalieri non gli piacevano né mai gli sarebbero piaciuti, ma già da quella distanza, osservando la sottile figura avvolta in un vaporoso abito di pizzo bianco, temeva che quella principessa fosse piena di pretendenti. Doveva ricordarsi di togliere il metallo prima di mangiare, stavolta.

Per concludere, Dragonland non è solamente un balzo in una dimensione fantasy, né la solita collezione di storie di autori nostrani emergenti che, per quanto validi, sono generalmente snobbati dal lettore italiano medio. Dragonland è la Terra dei Draghi, dove è possibile imbattersi in una varietà di creature alate leggendarie che non può e non deve lasciare indifferenti.
Indipendentemente da chi abbia scritto queste storie, si tratta di storie valide. A maggior ragione, poiché nascondo dalla mente di autori di casa nostra, meritano l'attenzione degli appassionati del genere.
È un viaggio che vale la pena fare, quello nella Terra dei Draghi. E quando chiuderete l'ultima pagina, lo farete con un sorriso.

Daniele Picciuti

 

Editore: Delos Books
Collana: Odissea Fantasy
Prezzo: € 13,90

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