Rudolf Steiner e il teatro PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Martini   
Mercoledì 03 Marzo 2010 00:00

Rudolf Steiner e il Teatro – Euritmia: una via antroposofica alla scena contemporanea

di Monica Cristini

Bulzoni Editore – 2008 – pagg. 372

Il Teatro come Via verso i Mondi Spirituali 

Rudolf Steiner (1861-1925), a cui è dedicato il testo in esame, è conosciuto in genere come il fondatore dell’antroposofia o Scienza dello Spirito, che in estrema sintesi possiamo definire come un cammino interiore verso la conoscenza delle realtà spirituali attraverso un approfondimento delle capacità conoscitive presenti, ma sopite, in ogni uomo.Piuttosto noto è anche il metodo pedagogico che Steiner ha fondato a seguito dei suoi studi di Scienza dello Spirito e che è diffuso, attraverso una fitta rete di scuole, ormai in tutto il mondo. Meno noto è il forte interesse che Steiner ha rivolto al mondo del teatro: in tutta la sua vita, sia negli anni della gioventù, che nella maturità, il teatro è stato al centro delle attenzioni del pensatore sia come autore che come critico che come pedagogo teatrale.

Per la prima volta, almeno in Italia, è disponibile una monografia che indaga in modo ampio e capillare su questo tema: autrice dell’opera è Monica Cristini.

L’approfondimento del teatro di Steiner non può prescindere dalla conoscenza del suo pensiero, che si riflette e riconnette in modo organico con le sue opere teatrali, e difatti all’inizio del testo l’autrice delinea con sintesi efficace i punti essenziali generali del pensiero steineriano.

Fondamentali nella poetica teatrale steineriana sono i quattro Misteri Drammatici, da lui scritti e messi in scena; si tratta infatti della trasposizione in linguaggio immaginativo-teatrale del percorso di conoscenza interiore che Steiner propone all’umanità. I titoli sono già un’introduzione ai temi trattati: La porta dell’iniziazione, La prova dell’anima, Il guardiano della soglia, Il risveglio delle anime. All’interno di questi Drammi si ritrovano tutti  i temi della rivelazione steineriana: la reincarnazione, cioè il ritorno delle anime in successive vite sulla Terra, la necessità dell’ascesi interiore, lo scambio continuo tra Sfera Soprasensibile e Sfera Sensibile e soprattutto la figura del Cristo che risulta assolutamente centrale nella visione del mondo che Steiner ci propone.L’altro aspetto essenziale, nella creatività artistica complessiva dello Steiner è l’ euritmia. Elaborata insieme alla moglie Maria Von Sivers (1867- 1948), sulla cui figura la Cristini si sofferma in belle pagine ricche di storia del teatro in considerazione anche delle elevate frequentazioni artistiche della stessa Von Sivers, l’euritmia è un’arte del movimento che non va confusa, come talora accade, con forme di teatro danza o con una coreografia fascinosa, ma si propone, sempre in organica connessione con tutto il percorso steineriano, come una trasposizione in movenze esteriori delle movenze interiori dei corpi sottili ed invisibili dell’uomo che lo compenetrano e ne costituiscono il fondamento vitale, animico e spirituale, allato al corpo fisico che è l’unico comunemente percepibile. Proponendosi quindi non soltanto come un percorso artistico, ma conoscitivo ed ascetico, l’euritmia ha avuto uno sviluppo anche in campo terapeutico e pedagogico, che si affiancano alla euritmia artistica.

Nel testo la Cristini, assieme al pensiero di Steiner, delinea anche le concezioni teatrali ed artistiche coeve, in una sintesi molto interessante che ci mostra un periodo, ricordiamo che siamo negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, in cui si posero le basi per tutto il nuovo discorso teatrale del secolo che seguirà ( basti pensare alle figure di Stanislavski, Delsarte, Copeau, ecc.). Questa parte del libro consente di conoscere poi un altro aspetto della figura dello Steiner: quello di un uomo, un intellettuale inserito con la massima attenzione nel dibattito culturale del suo tempo. Sono di estremo interesse, e riportati spesso integralmente nel libro, molti articoli dello Steiner in cui si segue con puntualità il dibattito tra naturalismo e simbolismo e le conseguenze di questi tipi di impostazione artistica sulla recitazione dell’attore e le scelte registiche.L’autrice delinea poi, oltre all’euritmia, la ricerca sullo studio e l’uso del linguaggio e della voce che Steiner compie, nuovamente insieme alla moglie Maria Von Sivers, negli anni della maturità e che sfocia in un metodo denominato Sprachgestaltung in italiano Arte della Parola. Vengono messe a punto nuove forme di recitazione e rappresentazione teatrale, sviluppato su una serie di esercizi propedeutici per un corretto uso di voce e parola. Si elabora quindi un metodo per la formazione dell’attore attraverso lezioni pensate per l’attore professionista.Per concludere posso quindi dire che si tratta di un libro di grande interesse, estremamente denso, pieno di approfondimenti storici e filosofici che ci introduce ad una figura, quella di Rudolf Steiner, che si può senz’altro affiancare ai grandi maestri del teatro di inizio novecento.

Alessandro Martini 

Monica Cristini si è laureata in Semiotica del Teatro al DAMS presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, dove ha conseguito un Dottorato in Studi teatrali e Cinematografici con una ricerca su Rudolf Steiner, affrontata in parte presso il Goetheanum, centro di studi fondato da Steiner presso Dornach in Svizzera.Da qualche anno membro della redazione della rivista “Culture Teatrali”, attualmente collabora con il Dipartimento di musica e Spettacolo presso l’Università di Bologna.

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