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Storie brillanti di eroi scadenti PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Zappulla   
Lunedì 26 Ottobre 2009 00:00

Questo libro non dovrebbe andare nelle librerie, e nemmeno andrebbe recensito. Questo libro è una mina vagante che potrebbe esplodere da un momento all'altro. Il suo autore meriterebbe il pubblico ludibrio e condannato alla sedia elettrica. (Storie brillanti di eroi scadenti, edizioni Cento Autori, pagg. 158, € 12,00). Francesco Di Domenico, napoletano che più napoletano non si può, uomo dalla fervida immaginazione e dallo spirito indomabile, riesce a trasformare in satira irriverente qualsiasi argomento tratta. Il suo è umorismo allo stato puro, i suoi personaggi bislacchi e improbabili, coinvolti in situazioni surreali, pirotecnici commedianti degli equivoci, strappano il sorriso anche al più serio dei lettori. Le donne descritte non sono esattamente delle dame, né gli uomini potrebbero aspirare al ruolo di cavalier cortesi. Un' umanità sgangherata, quella raccontata da Di Domenico, adorabile nella sua vacuità e sventatezza, composta da furbastri e aspiranti tali, che null'altro può pretendere, se non di essere consegnata alla gloria letteraria. L'autore ha il gusto della dissacrazione nel sangue, nel DNA. Una specie di Re Mida del buon umore e dell'irriverenza. Il Governo ci scarica nuove tasse da pagare? Nessun problema, Francesco troverà il modo di riderci sopra. Vi è morto il gatto? La zia Matilde è finita sotto un treno? Niente paura, Francesco ha la medicina giusta. Un Campanile contemporaneo? Un pronipote di Toto? Un seguace di Massimo Troisi? Le sue freddure sono invece di stampo anglosassone, prendono spunto anche dall'avvenimento più banale per creare un'atmosfera di ilarità. Francesco somiglia più a un Woodehouse dei tempi moderni, maestro della comicità che ha conquistato intere generazioni di lettori. Le storie di questo napoletano dalla penna tagliente possiedono l'eleganza e la raffinatezza dell'umorismo inglese (Vuoi vedere che è nato sul diretto Napoli - Londra?)

 

Questo libro va letto, portato nelle librerie e recensito. E il suo autore è una persona dalla sensibilità sopraffina che forse combatte il suo mal di vivere esorcizzandolo con l'ironia. Questo libro apre con una dedica a una ragazza di vent'anni che in un momento di follia si è tolta la vita, prima foglia strappata ai suoi cari dall'autunno.

 

 

 

Intervista a Francesco Di Domenico.

 

Questa intervista è stata rilasciata in circostanze particolari: in una clinica psichiatrica del napoletano dove Di Domenico era ricoverato dopo il terzo tentativo di chiedere udienza al Santo Padre per pretendere lo scambio nelle immaginette di Gesù con quella di Carl Marx. E dove mi trovavo ricoverato anch'io, in quanto, credendo di essere il Santo Padre , gli avevo accordato la richiesta.

 

Francesco, che bisogno c'era di questo libro? Non bastava già la Bibbia a educare i popoli?

Assolutamente no, fu il Sultano di Chieti a negare quest’assunto quando, durante la preghiera della sera, inciampando in una Bibbia ipocrita (basata anch’essa sui "si dice" e scritta da un consigliere comunale molisano) cadde dal minareto rovinando addosso alla sorella di un Muezzin, che restò incinta e generò Cat, che ha sua volta generò Tom, che generò Sam e furono tutti scritturati come comparse ne "I Dieci Comandamenti", poi Tom & Cat furono assunti dalla Warner Bros.(Sam ha una gelateria a Beverly Hills).

 

Perché la letteratura umoristica, secondo te, viene considerata ancora letteratura minore, semplice letteratura d' evasione, da consigliare tutt'al più ai detenuti?

Nel trattato di Antropologia della dott. ssa Jamie Lee Curtis: "Un Pesce di nome Wanda", fu stabilito che l’umorismo abbatte le pulsioni sessuali dei coatti, dei ribelli e rende felici i fotografi che non sono costretti continuamente a chiedere: sorrida please!

Infatti, dopo l’acquisto di alcune centinaia di miei libri si è visto un notevole decremento della violenza sessuale nelle carceri italiane. In quelle americane il fenomeno è però rovesciato, si è sentito urlare in inglese (il libro è stato spedito senza traduzione): "Vieni qui secondino che te ..."

 

Dopo questo libro ti senti più un Masaniello o una Maria Teresa di Calcutta?

Leo Gullotta. Mi sento molto vicino all’arte di questo attore elisabettiano, anche se non mi sciacquerei la bocca col suo bicchiere, dopo che lui ha fatto i gargarismi.

 

Quale tipo di suicidio ti sentiresti di consigliare ai tuoi tre lettori dopo aver letto il libro?

La vita è fatta di scelte caro Zappulla, io gli metterei su di un piatto uno spogliarello di Rosy Bindi e Marina Sereni con la telecronaca di La Russa (Costretti a tenere gli occhi aperti) o dormire nel letto con Valeria Marini, incatenati alla spalliera.

 

So per certo che in questo momento Achille Campanile si sta rivoltando nella tomba. Riesci a intuirne il motivo?

Bhe. Non c’è nessuno che gli rimbocca la lapide

 

 

Salvo Zappulla

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